In Italia non si segna più come un tempo? Il campionato di calcio ormai annoia? Ovviamente no, o quasi, perché quanto accaduto sul campo nell’ultimo weekend, lascerebbe intendere che perlomeno più di qualcosa sia definitivamente cambiato.
La settima giornata del campionato di Serie A si è conclusa “segnando” (ironia del caso) un record in negativo da quando esiste il campionato a 20 squadre. Quello in questione infatti, è diventato il turno in cui si sono messi a segno meno gol dalla stagione 2004-2005 ad oggi.
Soltanto 11 reti nelle gare disputate, tra cui ben 4 di esse terminate con il risultato di 0-0. Non si era mai fatto peggio di così nelle 994 partite precedentemente disputate, ma ci si era andati vicini in altre quattro occasioni che, con il record di 13 gol, rappresentavano finora le giornate con il minor numero di marcature nella storia della Serie A a 20 squadre.
Il campionato italiano ha iniziato già da qualche anno a perdere pesantemente il suo appeal, questo è innegabile e davanti agli occhi di tutti, ma il problema sta ora nel capire come poter invertire una tendenza sempre più negativa, figlia di situazioni che al momento non appaiono però facilmente risolvibili.
Problemi economici legati a debiti societari, vertici del mondo calcio in Italia che appaiono quasi inadeguati in alcune circostanze, vendita dei diritti televisivi neanche lontanamente paragonabili a quelli, ad esempio, della Premier League, mancanza di investimenti importanti, principalmente nelle infrastrutture, la quasi totale assenza di crescita dei settori giovanili, l’andamento della Nazionale nel post vittoria Europeo ed un livello tecnico ed agonistico generale inferiore rispetto ai principali campionati d’Europa.
Si, il calcio italiano è in crisi, da tempo, e la palese noia scaturita da una giornata con soltanto 11 gol su dieci partite, tra cui almeno tre di cartello, è solo un nitido riflesso di un’immagine che inizia ad apparire sbiadita e rovinata rispetto a quella di un tempo sempre più distante.