ENILIVE

La Serie A è ferma ai box per la sua terza sosta, delle quattro previste in questa stagione, per le gare della Nazionale (la prossima sarà quella del 29/03/2026), e dopo 11 giornate giocate si può fare il punto su questo primo quarto di campionato.

LA VETTA DELLA CLASSIFICA

Inter e Roma su tutte, sono li, neroazzurri e giallorossi, con 24 punti ciascuno, guidano il campionato appaiate in vetta, e se dall’Inter era lecito aspettarselo, la vera sorpresa è la Roma di Gasperini, una squadra nuova, sia per tecnico che per diversi giocatori in organico, che ha saputo fin qui sfruttare al meglio le proprie opportunità per salire al comando del campionato in queste prime giornate, nonostante peraltro qualche passo falso commesso durante il suo percorso. L’Inter si, è una certezza, ma in un campionato in parte atipico come quello in corso, gli uomini di Chivu, a punteggio pieno in Champions, stanno riuscendo a ben figurare anche in Serie A, nonostante il cammino non sia stato tutto in discesa come dimostrano le sconfitte con dirette concorrenti come Napoli e Juventus.

LA ZONA EUROPA

Quel che salta subito all’occhio in questo momento è senza dubbio una classifica quanto mai corta, basti vedere infatti che tra tutti i sei posti che riguardano i piazzamenti per l’Europa, passano soltanto 5 punti, precisamente tra Inter e Roma (24) e Juventus (19), nel mezzo dei quali ci sono momentaneamente Milan e Napoli (22) e Bologna (21). Se da un lato questo può risultare un dato favorevole allo spettacolo del gioco, per la totale incertezza su chi scapperà in volata o meno, dall’altro indica un quasi appiattimento del campionato italiano, a detta di molti, calato palesemente negli ultimi anni anche sotto il punto di vista tecnico.

I CAMPIONI D’ITALIA IN CARICA

Cosa sta succedendo al Napoli? In molti vorrebbero saperlo, in primis Conte probabilmente che, come dimostrano i risultati, non riesce a trovare il giusto ritmo per sovrastare gli avversari in maniera determinata come in passato. Tra campionato e coppa i partenopei hanno offerto prestazioni di livello alternate a partite disputate in assenza di cattiveria agonistica e quel senso di compattezza, dell’essere squadra, tipiche delle formazioni guidate dall’allenatore leccese. Ovvio, sono passate solo 11 giornate, i punti che separano i campani dalla vetta sono soltanto 2 e non possono bastare un paio di risultati negativi a distruggere un ambiente, ma dei campanelli d’allarme è meglio accorgersene subito, specie in una squadra che punta in alto, per rimettere subito la stagione sui binari su cui è stata indirizzata negli ultimi anni.

GIOIE…

Dopo i soliti noti a contendersi i piazzamenti utili per la prossima stagione europea, c’è chi ha avuto un ottimo inizio di stagione e, proprio a quella zona europea, butta un occhio con il sogno di potercisi magari aggrappare in extremis. Il Como di Fabregas, ad esempio, settimo ad un solo punto dalla Juve, ha già dimostrato in questo campionato di poter dire la sua in ogni match, ed è attualmente da considerarsi una vera e propria mina vagante della Serie A. Buon inizio anche per Sassuolo e Cremonese che con caparbietà mantengono la metà classifica con uno sguardo in su.

…E DOLORI

La più grande delusione del campionato, fin qui, ha un solo colore, il viola, con i toscani tristemente ultimi a 5 punti. La Fiorentina, unica squadra insieme all’Hellas Verona ancora senza vittorie, non carbura in Serie A come in Conference League, e la rivoluzione societaria, dopo l’addio di Pioli e Pradè si spera possa invertire la rotta. Un’assente eccellente dalla vetta della classifica, è sicuramente l’Atalanta. I bergamaschi fin qui non hanno ancora trovato la quadra, vivendo una realtà apparentemente lontana anni luce dal recente passato, il tutto segnato da beghe societarie risolte o meno (Lookman su tutte), l’addio di Gasp in estate, l’arrivo Juric ed il suo recente esonero per non aver di fatto esaltato al meglio le qualità di una rosa che indubbiamente non merita la classifica che ha.

CALMA PIATTA, ANONIMATO O QUASI

C’è poi quella zona di classifica occupata da squadre sulle quali si potrebbe aprire un capitolo intero a parte, formazioni che aritmeticamente al momento potrebbero addirittura puntare in maniera convinta all’Europa, ma che nel giro di due o tre giornate, se sbagliate, potrebbero essere coinvolte poi addirittura nella lotta salvezza. Udinese, Torino e Lazio. All’incertezza di quali siano i reali obiettivi di queste tre squadre, risponde un’incertezza dimostrata sul campo da risultati altalenanti e spesso inaspettati sia in positivo che in negativo. Lazio e Torino in primis manifestano, con le dovute differenze, rispettive situazioni societarie, a volte, di difficile definizione, perché se da un lato si trovano dirigenze che non fanno altro che gridare il proprio ottimale stato di salute, dall’altro ci sono tifoserie che non ne possono più di gestioni, a detta loro, non all’altezza della storia dei club. Nel mezzo di questo caos, neanche tanto calmo, tecnici e giocatori che, come nel caso di Sarri per i biancocelesti, ad esempio, pensano soltanto al campo con l’obiettivo di arrivare a fine stagione cercando di tirar fuori il meglio da quello che un’annata strana, tanto quanto particolare, può offrire.

LOTTA SALVEZZA

Con le già menzionate Fiorentina e Verona, che occupano gli ultimi due posti della classifica, a navigare in acque non troppo tranquille c’è il Genoa, terzultimo, e poi a salire in soli tre punti si trovano Parma, Pisa, Lecce e Cagliari. Il campionato è ancora lungo e siamo, quasi, ancora all’inizio, però qualche indicazione, più che significativa, il campo l’ha data e starà ora ai protagonisti provare ad invertire una rotta che per alcuni appare già più che disastrosa.

GLI ESONERATI

In questa primissima parte di stagione sono ben 4 gli allenatori che sono già stati esonerati. Ad aprire le danze in questo valzer di panchine è stata la Juventus quando il 27 ottobre scorso, dopo la sconfitta dell’ottava giornata contro la Lazio, ha mandato via Tudor sostituendolo con Spalletti. La giornata successiva, la nona, è stata fatale invece per Viera e Pioli, con il Genoa che ha esonerato ufficialmente il tecnico francese il 1 novembre, rimpiazzandolo poi con De Rossi, e la Fiorentina che il 4 novembre ha salutato il proprio allenatore sostituendolo con Vanoli. L’ultimo in ordine di tempo, dopo l’undicesima giornata, il 10 novembre, ad un anno esatto dal suo esonero con la Roma, Ivan Juric è stato mandato via anche dall’Atalanta ed al suo posto è subentrato Raffaele Palladino.

SI GIOCA E SEGNA POCO, SI EMOZIONA MENO

Che il campionato italiano fosse in piena fase calante lo si era già evidenziato e questa stagione ne è un’ulteriore conferma. In questa prima parte di campionato, oltre ad essere stato raggiunto il record di giornata con meno gol segnati nella storia della Serie A a 20 squadre (https://www.ilcalcioquotidiano.it/serie-a-record-negativo-di-gol-di-un-calcio-in-crisi/), è emerso un altro dato preoccupante al fine di uno spettacolo che tende ad emozionare sempre meno, quello cioè relativo al fatto che nel campionato nostrano si gioca effettivamente poco. Dei 5 top campionati europei, quello italiano è risultato infatti essere il torneo in cui il tempo reale di gioco è inferiore rispetto a tutti gli altri. Il calcio giocato è ancor più a spezzatino del calendario del weekend, si perde tempo, le interruzioni sono molteplici, complice anche il maggior numero di falli commessi, in media 27 in una singola partita, contro magari i 22 della Premier League, i 23 della Bundesliga ed i 25 della Ligue 1 e Liga. In ogni gara del nostro campionato si gioca in media 53 minuti e 4 secondi, un dato anch’esso inferiore rispetto agli altri principali tornei d’Europa. Si fischia parecchio, si gioca poco, si segna meno, il tutto a discapito di uno spettacolo di cui, come al solito, le prime vittime a farne le spese in termini di spettacolo, sono sempre e comunque chi permette alla macchina di calcio di continuare a sopravvivere, ovvero i tifosi.