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L’immagine di Pedro che dopo il gol correva esultando sotto una curva vuota, è stata tanto d’impatto quanto quella di Cataldi che, dopo il suo di rigore segnato, ha baciato con infinita passione l’aquila sulla maglia, così come, ovviamente, i tifosi radunati a Ponte Milvio durante la partita, a due passi da uno stadio Olimpico semi deserto.

Della gara in se contano i 3 punti conquistati dai biancocelesti al 100′ minuto, dopo essere andati prima sul 2-0 e poi raggiunti sul 2-2 dagli uomini di De Rossi, e con Cataldi infine a segnare il gol vincente a recupero inoltrato. Un match frenetico, pazzo, “moderno” perchè segnato da tre corrette chiamate al VAR che l’hanno di fatto direzionato verso quel che è stato poi il risultato finale. Non più, di certo, il calcio di una volta, ma per quello c’è stata la passione dei tifosi che, nella scelta di non entrare, hanno manifestato civilmente il proprio dissenso verso una società con cui c’è ora una frattura apparentemente insanabile. Il popolo della Lazio è stato però sempre presente, a poche centinaia di metri dallo stadio, come a dire “Tranquilla Lazio, noi comunque ci siamo e sempre ci saremo!”, si, perchè il silenzio assordante dei settori vuoti, ieri, ha fatto più rumore di un impianto sold-out.

Il messaggio è stato recepito forte e chiaro dall’allenatore, dai giocatori in campo e senza dubbio anche da chi ieri sera ha fatto orecchie da mercante, da chi cioè, paradossalmente, i mercanti voleva cacciarli dal tempio.

Lo stesso Sarri ha speso nuovamente parole al miele verso un popolo, ormai il suo, che gli sta dando tanto, e come ripete continuamente il sentimento Lazio lo ha preso in tutto e per tutto, motivo per cui con le dichiarazioni in conferenza stampa ha dimostrato ancora una volta di comprendere totalmente la scelta fatta dai tifosi, nonostante le difficoltà che ha comportato durante la gara a livello ambientale: “L’aspetto negativo è la tristezza che trasmette questo stadio nelle condizioni di stasera, vuoto, l’aspetto positivo è che lo considero un atto d’amore anche questo”.

Sulla stessa lunghezza d’onda è apparsa la squadra, determinata in campo, nonostante il clima teso e le ultime complicate settimane. Il gruppo è compatto, va avanti, e lo stadio vuoto non è stato preso come una mancanza di rispetto nei propri confronti, avendo la certezza del valore della propria gente per i biancocelesti, così come confermato da Pedro nella spiegazione della sua esultanza sotto una curva deserta: “Il gol lo volevo dedicare a loro, sono importanti per noi, sono la cosa più bella che c’è alla Lazio, è un peccato questa situazione difficile. La vittoria è per loro, dobbiamo continuare così e andare avanti”.

Continua frenetica intanto la raccolta firme per la petizione scritta da Alberto Ciapparoni e Federico Marconi, ad oggi si è vicini alle 35.000 sottoscrizioni (https://www.change.org/p/lettera-al-presidente-lotito). Una lettera, come già detto, indirizzata al presidente Lotito in cui si chiede un vero atto d’amore e di rispetto, stavolta suo, nei confronti di quella che non è solo una società sportiva ma molto, molto di più. Paradossalmente negli ultimi giorni, dai canali ufficiali della società capitolina, si è palesato una sorta di screditamento riguardo la raccolta firme in atto, il tutto a testimonianza che la distanza tra le parti in causa sembrerebbe sempre più ampia.

Lazio-Genoa 3-2 del 30 gennaio 2026 ha già fatto storia, in tanti ne parlano, anche all’estero, motivo per cui resterà tra i ricordi più vivi a maggior carica emotiva della stragrande maggioranza dei tifosi laziali. Un’emozione particolare, parecchio diversa da altre, ma nel contempo l’ennesimo vero e proprio atto d’amore di un popolo verso ciò che non è solo una semplice squadra di calcio.