Coppa Italia 25-26

Con la finale di Coppa Italia tra Lazio ed Inter anche l’ultimo titolo nazionale della stagione 2025/26 è stato assegnato e la formazione neroazzurra ha messo in bacheca un altro trofeo, dopo lo Scudetto appena conquistato, che le ha permesso di ottenere la doppia cifra (10) per trofei vinti nella competizione in questione, staccando la Roma ferma a 9 e la Lazio a 7, ed avvicinando la Juventus, stabile al primo posto di questa classifica, con 15 vittorie.

 

LA CERIMONIA INIZIALE

La finale dell’Olimpico è iniziata tra la coreografia della Lega Calcio con giochi di luci, droni e fuochi d’artificio, l’inno nazionale intonato da Nek, due bomber d’elite come Vieri e Boksic che hanno portato il trofeo in campo, e le due coreografie ad opera delle curve di Lazio ed Inter. I neroazzurri hanno messo in scena un’immagine di un tifoso che con i colori sociali inseguiva la coccarda della Coppa Italia e la scritta alla base della loro curva che recitava: “Dal 1969… ci giochiamo la vita per te!”.

Particolarmente apprezzata poi, per dinamicità, precisione e maestosità, quella dei tifosi biancocelesti, da sempre noti per le vere e proprie opere d’arte esibite allo stadio. Da un muro interamente biancoceleste ed oro è fuoriuscita poi un’aquila che prendeva curva e distinti attigui, cavalcata da un tifoso biancoceleste, con alla base della Curva Nord una citazione all’Inno alla Gioia di Beethoven: “Vien sorridi a noi d’accanto. Primogenita del sol”.

 

LA PARTITA

Di tutt’altra tipologia invece la gara in campo dove da subito si è notato il divario tecnico tra le due formazioni, con i neroazzurri che hanno dato l’idea di ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo. Al 13’, sugli sviluppi di un calcio d’angolo è la retroguardia laziale a sbloccare l’incontro con lo sfortunato Marusic che di testa indirizza direttamente in rete, la propria, il cross di Di Marco dalla bandierina. Al 34’ è poi la volta di Tavares che commette una disattenzione nella propria zona di campo, lasciando Dumfries libero di involarsi verso l’area di rigore, servendo poi a Lautaro Martinez un facile assist per insaccare in solitaria il raddoppio per il definitivo 2-0.

Con la gara già praticamente archiviata al termine del primo tempo, i biancocelesti non hanno sfruttato le poche occasioni per riaprila nella ripresa, anche grazie agli uomini di Chivu sempre in vantaggio in ogni frazione di gioco dall’inizio alla fine, ed i capitolini che, visibilmente scossi e sulle gambe, non sono stati in grado di esprimere sul campo quella carica mentale ed emotiva espressa da Sarri nei giorni precedenti al match, specie nel discorso davanti il Presidente della Repubblica Mattarella.

 

I FESTEGGIAMENTI

Con il triplice fischio di Guida, dopo i 5 minuti di recupero concessi, si chiude la Coppa Italia 2025/26 tra i festeggiamenti dell’Inter da un lato e le lacrime di Pedro dall’altro. Il campione spagnolo, fischiatissimo dai neroazzurri perché autore nel finale di stagione scorsa della perdita dello Scudetto ai danni proprio dei milanesi, ha salutato la sua gente con tutta la squadra dopo 5 anni bellissimi trascorsi in biancoceleste prima di tornare in Spagna a fine campionato.

 

LA PROSSIMA SUPERCOPPA ITALIANA

La vittoria del tricolore per i neroazzurri, e della Coppa Italia in finale contro la Lazio, permette ai biancocelesti di accedere alla fase finale della prossima Supercoppa Italiana, della quale ancora non si conosce però il format, se a 4 squadre come nelle ultime edizioni o la gara secca a due come avveniva in precedenza. In caso di partita singola (peraltro da decidere ancora data e luogo) si riproporrebbe al pubblico di nuovo un Lazio-Inter come finale di coppa.

 

 

Foto in copertina da web