E’ passata circa una settimana da quell’arco di 9 giorni che potrebbe aver segnato un ulteriore punto di svolta cruciale nella storia della Lazio. Ed è con questo ritardo, voluto, e si spera scusato vista la motivazione, che è giusto riparlare di quanto è accaduto e sta accadendo nel mondo Lazio. Una settimana che potrebbe diventare un mese, due, tre o non si sa quanto altro ancora, ma in cui è doveroso e quantomai utile continuarne costantemente a parlare, a mantenere viva ed alta l’attenzione, così come i riflettori ben puntati, su una situazione delicata e che merita tutta la possibile considerazione del caso.
Lotito non molla, i Laziali neanche. Si, è bene scindere a questo punto le due cose, perché più passa il tempo e più il divario tra queste entità ben distinte si fa ampio. La situazione tra il presidente della S.S. Lazio e la tifoseria è giunta (da tempo) ad un punto di rottura insanabile. Anche quanto accaduto nell’ultimo mese, con due grandissimi eventi messi in atto dal popolo biancoceleste e che entrano di diritto nella storia della società capitolina, sono stati presi quasi a pretesto per marcare di più questa distanza tra due mondi che così non si ricongiungeranno mai.
I fatti dimostrano proprio questo: le continue possibilità che il destino sta offrendo alla società, vengono sfruttate per respingere la gente quasi come alzando il dito medio di quella stessa mano che da ormai troppo tempo non viene pacificamente ed onestamente tesa (ammesso che lo sia mai davvero stata) verso la vera essenza del club, per l’appunto, il suo popolo.
UNA MANIFESTAZIONE MAESTOSA
Il 2 e l’11 luglio i tifosi della Lazio, hanno fatto la storia, ancora una volta, nel proprio ambito, sono stati artefici di due eventi che hanno dimostrato, come se ce ne fosse ancora bisogno, il proprio attaccamento a quell’ideale vero e puro di Lazialità. La manifestazione andata in scena in un caldo giovedì romano di luglio, organizzata dai ragazzi della Curva Nord, che ha portato per le strade tra Ponte Milvio e lo Stadio Flaminio 30.000 e più persone a pretendere civilmente libertà e rispetto nei propri confronti e quindi verso la centenaria storia del club capitolino biancoceleste, è stata un qualcosa che in ambito sportivo non si era mai vista in Italia. Difficile da descrivere a parole, parlano le immagini, la gente, il tifo organizzato, le famiglie presenti, bambini e anziani, le leggende del passato che hanno inviato un videomessaggio per mostrare vicinanza ad una tifoseria che li ha amati e continua a farlo, insomma, un popolo in tutto il suo splendore. Un evento partito alle 17 del pomeriggio che si è protratto fino a tarda serata, il tutto in uno stato totale di civiltà e rispetto che da sempre contraddistingue i tifosi capitolini. Un atto d’amore, l’ennesimo, che stavolta si è materializzato anche per l’esasperazione a cui la gente è arrivata nei confronti di una Società sempre più volutamente lontana da essa e da quei valori che dovrebbero garantire il fine ultimo del connubio dirigenza-tifosi, ovvero, il bene primario del club.
Proprio nella data di questa maestosa manifestazione, la dirigenza biancoceleste ha pensato bene di presentare due delle tre maglie che la formazione capitolina indosserà nella prossima stagione, forse in risposta (in totale contrasto) al comunicato del tifo organizzato in cui si palesava la volontà di non rinnovare il proprio abbonamento e non sostenere in alcun modo, quindi anche tramite il merchandising, ogni iniziativa dell’attuale dirigenza.
GLI STATI GENERALI DELLA LAZIALIA’
L’11 luglio poi sono andati in scena gli Stati Generali della Lazialità al Teatro Manzoni di via Monte Zerbio, a pochi passi da Via Col di Lana, storica sede della società biancoceleste. Un evento che ha riguardato circa 500 persone, per logici motivi di spazio, con la prenotazione dei biglietti andata completamente esaurita in pochissimo tempo, ma che ha coinvolto anche in questo caso esponenti di spicco dell’ambiente capitolino e nazionale con a cuore i colori biancocelesti, su tutti il Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, presente anche alla manifestazione di 9 giorni prima e che ha rilasciato dichiarazioni forti e di spessore: “Ci tengo a dire che dietro di me non c’è nessuno, non ho mandanti, visto il tentativo di delegittimare la mia presenza. C’è un cuore biancoceleste. (…) Credo sia un dovere istituzionale ascoltare e stare in mezzo alla gente. Non deve verificarsi lo spegnersi dell’amore, era importante esserci e far vedere che le istituzioni ci sono per quella che è divenuta una frattura sociale”.
Pacato ma imponente, come suo solito, anche l’intervento di Luigi Bisignani, grazie al quale probabilmente questa civile protesta ha iniziato ad avere una risonanza mediatica ancora più ampia dopo i suoi primi interventi in radio e sulle pagine de Il Tempo: “Possiamo dire a gran voce che il re è nudo. Fino ad ora aveva più vestiti: quello della FIGC, della Lega e della politica. Ora noi tifosi lo abbiamo spogliato, qui nasce una nuova storia». (…) La Lazio, grazie ai tifosi e alla loro forza, è diventata appetibile a tutti i fondi, che nel frattempo ci seguono”.
E proprio il direttore de Il Tempo, Daniele Capezzone, presente a teatro, ha espresso apertamente dubbi che molti tifosi in realtà si sono sempre posti: “Come fa il presidente Lotito a non capire che il sentimento pubblico è fondamentale? (…) Voi non dovete chiedervi perché Il Tempo sta facendo questa campagna, bensì perché gli altri hanno taciuto in tutti questi anni”.
E’ intervenuto in collegamento Francesco Rutelli, cosi come Walter Sabatini e presenti sul palco in più battute anche Mauro Masi, Mauro Mazza e Alfredo Parisi, poi ancora Angelo Gregucci con un video messaggio, da sempre onorato di sentirsi chiamato “il Laziale”, la bellissima lettera di Vincenzo Cerracchio letta da Mino Caprio, e ancora il collegamento di LeastSquares, solo in voce e con grafici proiettati, per aiutare a capire l’attuale situazione economica biancoceleste e possibili prospettive future.
Un evento, quello degli Stati Generali, in cui non poteva mancare la rappresentanza del tifo organizzato biancoceleste che con Giovanni Valente e Yuri Alviti sul palco, presentati da Danilo Galdino, hanno confermato l’importanza della protesta e del momento che sta vivendo tutto il mondo Lazio, un mondo che posa le proprie basi anche sull’aspetto emozionale di chi vive questi colori e per i quali ha sempre dato tutto. Grande esaltazione anche quando, chi in collegamento e chi sul palco, mediati da Marco Anselmi, sono apparsi Massimo Maestrelli, Gabriele Pulici, Matteo D’Amico, Stefano Re Cecconi e Gabriele Paparelli, figli di chi ha scritto pagine indelebili della storia di questo club, nella gioia e nel dolore.
Un pomeriggio iniziato sulle note di “Pioverà” con Briga e “Sto qua per Te” con Dottori e Scrima, che ha aperto le porte ad una bella e viva serata di Lazialità, che anche per “assonanza” ha inevitabilmente visto sul palco Michele Plastino e Guido De Angelis. Tanti altri ancora poi, ad iniziare dagli ideatori, organizzatori e conduttori principali tra cui Alberto Ciapparoni, Federico Marconi, Francesca Turco, Renzo Giannantonio e Franco Spicciariello, ai quali va il merito di aver portato in scena, mi si passi il termine vista la location, uno spaccato di vita, un’emozione, un amore, il riflesso di un sentimento attuale che non muore ma continua a crescere e che, come recitava lo striscione fuori dal Teatro Manzoni, ha reso i tifosi biancocelesti “Uniti più che mai”.
Davanti a tutto questo cos’ha fatto la società? Ha deciso di presentare Gattuso nella sala stampa di Formello come nuovo allenatore lo stesso giorno e alla stessa ora.
UN RITIRO COCENTE E LA NUOVA CAMPAGNA ABBONAMENTI
Si, proprio a Formello, nel centro sportivo biancoceleste dove per il secondo anno consecutivo la Lazio svolgerà il proprio ritiro in preparazione alla nuova stagione, un ritiro iniziato sotto il sole cocente di questi giorni che già dalle primissime battute sta mettendo a dura prova giocatori e staff tecnico, ma come lo stesso Gattuso ha annunciato in conferenza, sapeva da subito che si sta per affrontare una stagione in cui ci vorrà l’elmetto.
Partita anche la campagna abbonamenti, il popolo biancoceleste ha risposto unito e compatto nella propria civile protesta, rinnovando nella prima fase dedicata ai vecchi abbonati, sembrerebbe, solo circa 700 tessere sulle 29.163 sottoscritte lo scorso anno (ma non si hanno ancora dati ufficiali).
Contano i numeri, contano i fatti, contano (nel calcio di oggi e tanto) i soldi, ma conta anche il cuore, e quello dei tifosi della Lazio per la propria squadra, non smetterà mai di battere.